Marzo 1980 – Norvegia – Un gioco pericoloso

Marzo 1980 – Norvegia – Un gioco pericoloso

Marzo 1980, dopo una serie di missioni di trasporto dall’Aeroporto di Pisa, durate oltre tre settimane, Il Battaglione Alpini Susa, rinforzato per l’occasione con reparti di artiglieria, controcarro, logistica e ospedale militare è finalmente schierato nel nord della Norvegia, oltre il Circolo Polare, insieme ad alleati Inglesi, Norvegesi, Statunitensi, Canadesi, Olandesi, Belgi e Tedeschi.

L’obiettivo è di quelli impegnativi; fare fronte ad improvvise minacce provenienti dal Patto di Varsavia, nella zona dei campi petroliferi siti nel Mare del Nord e sulle coste del Fiordo di Sørreisa e nei pressi dell’aeroporto militare di Bardufoss.

Tutto vero? Per fortuna non proprio.

Ma per l’AMF, la forza mobile di pronto intervento della NATO, essere pronti è tutto.

Le compagnie di Alpini del Susa si schierano e scavano trincee sulle colline dell’Andsfjellet, la notte sono 20 gradi sotto zero, i veicoli sempre accesi, mai spegnere un motore diesel a quelle temperature, le piccole tende canadesi sono un discreto rifugio, in mancanza d’altro.

Nella 36^ Compagnia è presente anche Riccardo, giovane Sottotenente ventenne ma già con oltre sei mesi di esperienza; sarà lui l’uomo decisivo per imprimere la svolta e salvare la libertà dell’Occidente?

Esperienza irripetibile, questa della partecipazione all’esercitazione Anorak Express; perentorio il testo dell’Art. 5 del Trattato nel Nord Atlantico:

The parties agree that an armed attack against one or more of them in Europe or North America shall be considered an attack aginst them all.

E allora via alla prima fase, dove i reparti si fanno vedere in giro per Tromsø, per dar modo ai rivali di rendersi conto che sono pronti a difendere l’alleato.

L’ipotesi è che questa prima fase deterrente non sia sufficiente a fermare i malintenzionati sovietici; dunque occorrerà passare la parola alle armi.

Aggressivi reparti di Marines, con tanto di nastro adesivo rosso a adornare gli elmetti, sono chiamati ad interpretare i temibili soldati dell’Est illiberale.

Ma gli Alpini ed i loro alleati sono ossi duri; resistono, combattono, sorprendono, poi, in buon ordine, ripiegano per attirare i nemici nella trappola.

Tre settimane di manovra, di fatiche, di disagio e di fraterna amicizia, di scambi gastronomici e di abbigliamento con ragazzi inglesi, tedeschi, belgi e norvegesi, sempre fianco a fianco.

Poi, al termine, una gigantesca controffensiva che risolve il confronto e respinge definitivamente la minaccia.

Bello esserci stato, bello che non fosse guerra vera!

Ma che freddo…

Riccardo Ferracino

Riccardo Ferracino
Author: Riccardo Ferracino

Collegno-10093

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